DOMANDE FREQUENTI FISCALITÀ

In quali casi il veicolo può dirsi "strumentale" all'attività di impresa?
Un veicolo è considerato “strumentale” all’attività d’impresa, nell’ipotesi in cui l’attività stessa non possa essere realizzata senza il medesimo. Le autovetture rappresentano beni strumentali all’attività e, pertanto, i relativi costi risultano interamente deducibili, per esempio per le imprese che effettuano attività di noleggio o attività di scuola guida (strumentalità per destinazione).
Un veicolo è considerato “strumentale” per natura, quando è di norma non suscettibile di impiego al di fuori di un’attività produttiva. Rientrano in questa categoria tutti i mezzi cosiddetti ‘commerciali’, incluse le autovetture con immatricolazione in categoria N1, salvo quanto previsto in merito ai cosiddetti ‘finti autocarri’.
In ogni caso, deve comunque essere verificato anche il requisito dell’inerenza del veicolo rispetto all’attività effettivamente esercitata da chi lo utilizza.

Il veicolo "strumentale" può essere utilizzato fuori dall'attività produttiva?
I veicoli qualificabili come “strumentali”, sia per natura che per destinazione, non sono suscettibili di impiego al di fuori dell’attività a cui gli stessi sono destinati, in quanto il Codice della Strada li definisce quali “veicoli destinati al trasporto di cose e delle persone addette all'uso o al trasporto delle cose stesse”.
La violazione di tale principio (ad esempio, veicolo commerciale utilizzato per il trasporto di persone non addette all’attività) determina, in caso di controllo da parte delle Autorità fiscali o di P.S., l’applicazione di una sanzione amministrativa fino a € 1.596, più la sospensione della carta di circolazione fino a 6 mesi. Inoltre è possibile una segnalazione all’Agenzia delle Entrate, che potrebbe procedere a effettuare un accertamento fiscale.

Cosa si intende per fringe benefit?
Il legislatore definisce tali tutti quei “valori” scaturenti dal rapporto di lavoro, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali. Tuttavia, per alcune tipologie di benefit e, segnatamente, per quelle indicate al comma 4 dell’articolo 51 del TUIR, a tale principio generale si sostituisce un criterio forfetario, determinato dal legislatore in via presuntiva. L’ipotesi di concessione in uso promiscuo al dipendente o al collaboratore coordinato dell’autovettura aziendale rientra in quest’ultima fattispecie. In particolare per gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, si assume il 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri, calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali de l’Automobile Club d’Italia.

Cosa si intende per "finti autocarri"?
I cosiddetti “finti autocarri” sono individuati attraverso i seguenti requisiti:
- veicoli che, anche se immatricolati o reimmatricolati come “N1” (autocarri), hanno codice carrozzeria “F0”;
- veicoli con almeno quattro posti;
- veicoli aventi un rapporto tra potenza del motore in KW e portata del veicolo in tonnellate (ottenuta come differenza tra massa complessiva e tara) uguale o superiore a 180.
Al ricorrere di tutti i suddetti requisiti, come anticipato, i veicoli in parola non potranno essere considerati autocarri, con la conseguenza di non poter usufruire del relativo regime fiscale di totale deducibilità dei costi.

Cosa si intende per "veicoli non assegnati"?
Si tratta dei veicoli con costi parzialmente deducibili. In particolare tutte le spese e gli altri componenti negativi -sia di acquisto che di impiego- relativi ai mezzi di trasporto, possono essere dedotti nella misura del 20%, per quei veicoli il cui utilizzo è diverso da quello esclusivamente strumentale nell’attività propria dell’impresa, e non risultano assegnati in fringe benefit a dipendenti.
Nel caso di veicoli in noleggio, la suddetta percentuale di deducibilità si applica:
sulla quota finanziaria, fino a un limite di €/anno 3.615 (autovetture), 775 (motocicli) o 413 (ciclomotori);
sulla quota servizi, senza limiti di importo.

Qual è il trattamento fiscale per le auto utilizzate per fini pubblicitari?
Si tratta dei veicoli immatricolati a “uso pubblicitario” con un allestimento fisso pubblicitario. Non sono considerati veicoli pubblicitari, da un punto di vista fiscale, quelli sui quali vengono apposte scritte o serigrafie pubblicitarie. Le scritte pubblicitarie non modificano né il regime dei costi deducibili né il regime di recuperabilità dell'IVA nei confronti dei predetti automezzi.

Qual è il trattamento fiscale per anticipo canoni di noleggio?
Il pagamento a titolo di anticipo canoni, indicato in contratto come anticipo, costituisce un anticipo della sola quota finanziaria dei canoni. Deve essere fatturato con IVA al 20% per i Clienti italiani, senza IVA per i Clienti esteri e non deve essere restituito a fine contratto.

Qual è il trattamento fiscale per il versamento di un deposito cauzionale?
Il pagamento del deposito cauzionale è un importo versato dal Cliente a titolo di garanzia. Deve essere fatturato senza l’applicazione dell’IVA e sarà restituito al termine del contratto, al netto di eventuali pendenze contrattuali.

Quali sono le differenze tra contratto di noleggio e leasing, ai fini delle imposte sui redditi (deducibilità degli interessi ai fini IRAP)?
Il contratto di noleggio sottoscritto dal Cliente si configura come un contratto di locazione e non di “leasing finanziario”: al contrario di quest'ultimo, la locazione non è finalizzata a finanziare la somma dovuta per l'acquisto dell'autoveicolo, ma a permettere il godimento del bene stesso al contraente, senza che egli debba acquistarlo.
La durata contrattuale del rapporto può essere modificata per intervenuti accordi fra le parti e non è previsto il riscatto del bene al termine del periodo di locazione. Inoltre il concedente garantisce anche la fornitura di servizi ulteriori (manutenzione, bollo e assicurazione).
In particolare, per quanto riguarda la scomposizione tra canone finanziario e canone operativo, il primo identifica la somma da attribuirsi al costo del canone “puro” di noleggio, mentre il secondo, al di là della traduzione letterale del termine, costituisce il costo dei servizi accessori.
In conclusione, non avendo il contratto natura di finanziamento, nel canone finanziario non esiste né una quota capitale, né una quota interessi da poter scorporare ai fini IRAP e da indicare in nota Integrativa.